Intervista al Dott. Giovanni Puglia, specialista in Ginecologia e Ostetricia, vicepresidente del centro di riproduzione assistita, sul Pick-up Ovocitario

Oggi abbiamo il piacere di intervistare il Dottor Giovanni Puglia, specialista in Ginecologia e Ostetricia, esperto in medicina della riproduzione. Con lui approfondiamo il tema del pick-up ovocitario, una fase cruciale nei percorsi di fecondazione assistita.

Dottor Puglia, che cos’è esattamente il pick-up ovocitario?

Il pick-up ovocitario è una procedura medica attraverso la quale vengono prelevati gli ovociti maturi dalle ovaie di una donna, al fine di essere successivamente fecondati in laboratorio. È una fase fondamentale nei protocolli di fecondazione assistita, come la FIVET (fertilizzazione in vitro) e l’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo).

Quando viene eseguito il pick-up ovocitario?

Il pick-up ovocitario viene programmato al termine di una stimolazione ovarica controllata. Durante questa fase, la paziente assume farmaci ormonali per favorire la crescita di più follicoli. Quando i follicoli raggiungono dimensioni adeguate, viene somministrata una specifica iniezione di gonadotropina corionica (hCG) o di analogo del GnRH per completare la maturazione degli ovociti. Il pick-up avviene circa 34-36 ore dopo questa somministrazione, in modo da prelevare gli ovociti al momento ideale, prima che avvuli spontaneamente.

Come viene eseguita concretamente la procedura?

Il prelievo ovocitario si effettua in sala operatoria in ambiente sterile. La paziente è posta sotto sedazione o, in alcuni casi, sotto anestesia generale leggera. Utilizzando una sonda ecografica transvaginale, si guida un ago sottile attraverso la parete vaginale fino a raggiungere le ovaie. L’ago aspira delicatamente il contenuto dei follicoli ovarici, raccogliendo il liquido follicolare che contiene gli ovociti. Il materiale aspirato viene immediatamente consegnato agli embriologi che, sotto il microscopio, isolano gli ovociti.

Quanto dura il pick-up ovocitario e quali sono i tempi di recupero?

La procedura dura generalmente dai 10 ai 20 minuti, a seconda del numero di follicoli da prelevare. Dopo il pick-up, la paziente viene tenuta in osservazione per circa un’ora e, se le condizioni sono buone, può tornare a casa il giorno stesso. I tempi di recupero sono rapidi: la maggior parte delle donne può riprendere una vita normale il giorno successivo, limitando però sforzi fisici intensi.

Ci sono rischi associati al pick-up ovocitario?

Come ogni procedura medica, anche il pick-up ovocitario comporta alcuni rischi, sebbene siano rari. I principali sono il sanguinamento, le infezioni e, molto raramente, lesioni agli organi vicini come l’intestino o la vescica. Per minimizzare i rischi, l’intervento viene sempre eseguito da personale altamente specializzato, in ambienti controllati.

Dopo il pick-up, cosa succede agli ovociti prelevati?

Gli ovociti vengono immediatamente valutati in laboratorio per verificarne la maturità. Gli ovociti maturi vengono poi fecondati con gli spermatozoi del partner o del donatore, a seconda del percorso clinico scelto. Gli embrioni così formati saranno coltivati in laboratorio per alcuni giorni, prima di procedere al trasferimento nell’utero o alla crioconservazione.

Dottor Puglia, un consiglio che darebbe a una paziente che si avvicina a questa procedura per la prima volta?

Consiglio sempre di affidarsi a un team esperto, di non avere timore di porre tutte le domande che sorgono durante il percorso e di affrontare il trattamento con serenità. Il pick-up ovocitario è una procedura sicura e altamente standardizzata, che rappresenta un momento fondamentale per realizzare il sogno della maternità.