IUI, FIVET o ICSI? Cosa è cambiato e come scegliere il percorso giusto
Domande al Dott. Giovanni Puglia, fisiopatologo della fertilità
Quando una gravidanza tarda ad arrivare, una delle domande più frequenti è: conviene iniziare con un’inseminazione intrauterina (IUI) oppure passare direttamente alla FIVET o alla ICSI?
Ne parliamo con il Dott. Giovanni Puglia, fisiopatologo della fertilità, per capire come si sta orientando oggi la medicina della riproduzione.
Dottor Puglia, la IUI è ancora una tecnica attuale?
Assolutamente sì, purché venga utilizzata nelle pazienti giuste.
La tendenza moderna non è quella di proporre automaticamente la tecnica più complessa, ma di scegliere il trattamento in funzione delle caratteristiche della coppia.
La IUI può rappresentare ancora una buona prima opzione soprattutto nelle donne relativamente giovani, con almeno una tuba pervia, ovulazione presente o inducibile e parametri seminali compatibili con la tecnica. Trova inoltre indicazione in alcuni casi di infertilità inspiegata.
Qual è la principale novità nell’approccio attuale?
La vera novità è la personalizzazione.
Oggi non dovremmo ragionare semplicemente in termini di “IUI oppure FIVET”, ma valutare soprattutto età della donna, riserva ovarica, durata dell’infertilità, condizioni delle tube, caratteristiche del liquido seminale e precedenti tentativi.
Due coppie con la stessa diagnosi possono quindi ricevere indicazioni completamente differenti.
Quando invece è preferibile non perdere tempo con numerosi tentativi di IUI?
Quando le probabilità di successo della IUI diventano basse.
Questo può accadere, per esempio, con l’aumentare dell’età femminile, in presenza di importante riduzione della riserva ovarica, alterazioni tubariche significative, fattore maschile rilevante o dopo ripetuti tentativi senza successo.
In queste situazioni il tempo diventa esso stesso un fattore terapeutico e può essere più razionale discutere precocemente l’accesso alla FIVET o alla ICSI.
Quante IUI si dovrebbero tentare?
Non esiste un numero valido per tutte le coppie.
Nelle coppie correttamente selezionate si può generalmente considerare un numero limitato di tentativi prima di rivalutare la strategia. Le linee guida internazionali sottolineano proprio l’importanza di evitare una successione indefinita di trattamenti con scarse probabilità di successo.
Dopo alcuni cicli non riusciti, soprattutto quando l’età riproduttiva avanza, è opportuno ridiscutere l’indicazione alla fecondazione in vitro.
Qual è la differenza tra FIVET e ICSI?
Nella FIVET convenzionale, ovociti e spermatozoi vengono messi a contatto in laboratorio affinché avvenga la fecondazione.
Con la ICSI, invece, l’embriologo introduce un singolo spermatozoo direttamente all’interno dell’ovocita.
La ICSI è particolarmente importante in presenza di determinate alterazioni del fattore maschile o di specifiche indicazioni cliniche e laboratoristiche. Non significa però che debba necessariamente essere utilizzata in tutte le coppie.
Le tecniche di PMA stanno diventando più personalizzate?
Sì, ed è probabilmente uno degli aspetti più importanti dell’evoluzione recente.
La stimolazione ovarica viene sempre più adattata alle caratteristiche della singola paziente, cercando un equilibrio tra efficacia, sicurezza e numero appropriato di ovociti.
Anche la strategia complessiva – IUI, FIVET, ICSI, eventuale crioconservazione degli embrioni e momento del transfer – deve essere costruita sulla situazione clinica specifica.
Quindi, qual è oggi il messaggio per una coppia che deve iniziare un percorso?
Non bisogna scegliere una tecnica: bisogna scegliere il percorso giusto.
Per alcune coppie iniziare con una IUI significa utilizzare una procedura più semplice e meno invasiva senza rinunciare a una possibilità concreta di gravidanza.
Per altre, invece, effettuare numerose IUI può significare perdere mesi preziosi e può essere preferibile arrivare prima alla FIVET o alla ICSI.
La decisione nasce quindi da una corretta valutazione iniziale della coppia e, soprattutto, da una domanda fondamentale:
“Qual è la strategia che offre a questa specifica coppia il miglior equilibrio tra probabilità di gravidanza, tempo, invasività e complessità del trattamento?”
Dott. Giovanni Puglia
Fisiopatologo della fertilità
Ginecologia – Infertilità di coppia – Procreazione Medicalmente Assistita